Anime senza una fine: quando una serie ti pianta sul più bello...

Quali opere vorreste tanto continuassero prima o poi?

di oberon

Si dice che tutte le cose belle prima o poi finiscano; e questo vale purtroppo anche per gli anime... o forse no.
Infatti, tanto per farci del male, ci siamo divertiti a buttare giù un elenco di anime che  purtroppo ci han lasciato con un palmo di naso (o quasi) perchè non hanno una fine.
Ne è venuta fuori una lista abbastanza lunga, che abbiamo deciso di dividere in due articoli.
Qui di seguito i "migliori" anime senza finale antecedenti all'anno 2000.

E voi, siete d'accordo? Quali anime ricordate con più rammarico e vorreste venissero proseguiti/conclusi?
 

Anna dai capelli rossi (1979)
Sebbene il primo romanzo venga adattato e animato integralmente ed abbia una sua conclusione, la saga cartacea prosegue con altri 7 libri in cui possiamo apprezzare la crescita di Anne da ragazza a donna, vederla frequentare l'università, insegnare, diventare madre, fino addirittura al dramma della prima guerra mondiale. Uno dei più importanti classici per l'infanzia in Giappone meriterebbe certamente un prosieguo, e caratterizzato dallo stesso garbo e abilità mostrati da Takahata nella serie storica.

 

Forza Sugar (Ganbare Genki) (1980)
Il "fratellino" di Ashita no Joe ha avuto una sorte più sfortunata rispetto al fratello maggiore. Nei 37 episodi della serie animata ci vengono raccontate le prime avventure del piccolo Sugar/Genki, il superamento della scomparsa del padre, i problemi con i nonni, le prime amicizie e il suo sviluppo come pugile. Tuttavia la storia si interrompe proprio quando è sul punto di entrare nel vivo, e dopo averci fatto affezionare ai suoi personaggi, appassionare e commuovere...

 

Ken il guerriero (Hokuto no Ken) (1984)
Sicuramente la maggior parte di noi qui ha avuto modo di seguirlo su qualche rete locale da bambino (che strano pensare come invece i marmocchi d'oggi crescano guardando Peppa Pig e Masha e Orso!). Dopo più di cento episodi, con una caterva di differenze rispetto al manga, si arriva ad un finale epico, appagante, ed anche abbastanza commovente ma... la storia non finisce qua! Infatti nella successiva "terza serie" narrata solo nel manga, si parla di quello che succede a Lynn e Bart, con tutta una serie di vicissitudini e drammi sentimentali, con morti e colpi di scena che ovviamente non vi stiamo a raccontare.
Ci sarebbero anche dei film anime, ma questi in verità non aggiungono nulla alla storia.

 

City Hunter (1987)
Tratto dall'omonimo manga di Tsukasa Hojo, papà anche dell'ancor più celebre Occhi di gatto. Per certi versi però City Hunter gli è superiore, visto come riesce a mescolare sapientemente humor, azione e dramma. Ma dopo decine di episodi, molti filler e degli speciali, non viene purtroppo animata la parte conclusiva presente nel manga originale. 

 

Devilman OVA (1987)
Probabilmente la riduzione animata più celebre di Devilman è la storica versione televisiva del 1972, che però è completamente slegata dal manga originale.
Quindi, non sapendo al momento di preciso come inquadrare l'imminente Devilman Crybaby (sarà fedele al manga di Nagai, oppure "fuori continuity" come l'OVA di Amon?), non ci resta che prendere in esame i due OVA del 1987.
Questi traspongono fedelmente e abilmente l'inizio della saga, che tuttavia altro non è che un'introduzione; una presentazione di situazioni e personaggi che sapranno dare il meglio solo nel prosieguo.
Ed è la fine che ha reso Devilman una delle opere più importanti del suo decennio, nonché un classico del fumetto giapponese; non certo l'inizio.

 

The Five Star Stories (1989)
Uno dei più grandi classici del fumetto giapponese, The Five Star Stories è un'opera di rara complessità nel panorama della narrativa disegnata. Iniziando con un prologo che è in realtà un epilogo, Nagano ci narra l'epopea millenaria di un intero sistema stellare, l'ammasso dei soli di Joker, saltando da un secolo all'altro, da un pianeta all'altro senza soluzione di continuità, riallacciandosi a quanto narrato in passato o ponendo le basi di quanto ci sarà da narrare in futuro. Il lettore sa già tutto quello che avverrà, grazie al considerevole apparato redazionale stilato dallo stesso Nagano, in cui è compresa l'intera cronologia di Joker, e Nagano gioca con questa sua consapevolezza, con questo suo "senno di poi", riuscendo ad arricchire enormemente ogni singolo capitolo contestualizzandolo in un disegno più ampio. Una commistione di fantasy, western, fantascienza, guerra, commedia sentimentale e avventura in grado di lasciare un solco profondo nel panorama fumettistico del suo tempo ed in grado di ispirare tante opere a lui successive. Tutto questa complessità narrativa va tuttavia purtroppo a perdersi nella trasposizione animata, formata da un unico film che adatta semplicemente il primo dei tanti tasselli del mosaico complessivo.

 

Mad Bull 34 (1990)
Il manga di Kazuo Koike e Noriyoshi Inoue è un'epopea poliziesca ricca di testosterone, trash e adrenalina, ma nel corso del suo svolgimento si colora anche di momenti drammatici, poetici, sentimentali e colpi di scena mozzafiato che ribaltano tutta la storia dandole un nuovo senso. L'adattamento animato propone, in soli quattro episodi, una selezione di storie che sì colpisce, ma non corrisponde a tutto il percorso attraversato dal dinamico duo di poliziotti, un percorso che non è fatto solo di esplosioni, sparatorie e scene di sesso, ma anche di riflessioni e crescita personale; e si dipana nell'arco di una storia assai lunga e sfaccettata che sarebbe molto bello vedere rifatta e completata in animazione.

 

I cavalieri del drago (La grande avventura di Dai) (1991)
Un manga appassionante, lungo e articolato, che mostra numerose evoluzioni di stile e di tematiche nel corso delle vicende e un percorso di crescita attraversato da tutti i personaggi. Percorso che è stato però spezzato da una versione animata che copre solo circa un terzo della storia, lasciandoci con un finale aperto e poco soddisfacente che interrompe la storia proprio quando cominciava a decollare.

 

3x3 Occhi (1991)
In verità già lo stesso manga non è che abbia una vera e propria fine, trattandosi di una di quelle lunghissime epopee che vantano dei protagonisti che diventano per il lettore dei veri e propri amici, visto quanto ci hai vissuto assieme, e che si congedano con il classico (e tutto sommato calzante e legittimo) "E via verso nuove e mirabolanti avventure"; nuove avventure che in effetti son arrivate con dei sequel attualmente in corso.
L'anime invece è purtroppo poco più di un assaggino in confronto. Il sogno proibito dei suoi fan sarebbe una trasposizione fedele del manga di 3x3 Occhi, anche solo del primo arco narrativo, che vada insomma oltre gli OAV introduttivi degli anni novanta.

 

Slam Dunk (1993)
Humor e personaggi spassosi che con le loro appassionanti vicende sportive ti portano a divorare questo centinaio di episodi che però, infine, ti lasciano l'amaro in bocca perché purtroppo la serie si interrompe bruscamente, proprio durante i campionati.
Ne vorremmo quindi vedere una prosecuzione? Certo che sì!

 

Alita (1993)
Anche in questo caso c'è un OAV che traspone (male) l'inizio della storia. A un classico intramontabile come Alita meriterebbe certamente un trattamento migliore, qualcosa di simile a quanto fatto con Ushio e Tora, e magari con un budget per le animazioni abbastanza alto.

 

Polymar Holy Blood (1996)
A oltre vent'anni di distanza dall'ultimo episodio andato in onda in TV, Hurricane Polymar torna in azione in un nuovo anime, Hurricane Polymar - Holy Blood, serie per il mercato home video composta da due soli episodi.
La miniserie però non rappresenta un sequel dell'anime originale, ma ne è invece una sorta di remake/versione alternativa, modernizzata in alcuni aspetti. Il cambiamento più rilevante si nota nell'atmosfera: l'anime è più dark, violento, ci sono morti e sangue.
Purtroppo però, nonostante le premesse certamente interessanti, Holy Blood rimane solo un "omaggio" di breve durata e, soprattutto, con una una conclusione raffazzonata che lascia tutto in sospeso.

 

Karekano (1998)
La tipica serie che si ferma praticamente alla sola introduzione della storia, che fornisce appena il tempo di conoscere i personaggi e intuire che tipo di relazioni possano potenzialmente crearsi, ma lasciando poi fuori tutti i successivi approfondimenti e sviluppi che caratterizzano il manga originale. La cosa più "grave" poi di titoli interrotti come questo, è che nel prosieguo molte situazioni si ribaltano, alcuni rapporti cambiano del tutto e, soprattutto, viene fuori il vero messaggio che l'autore voleva comunicare tramite i suoi personaggi.
Sono storie apparentemente leggere ma che in realtà nascondono molto di più; ed è un peccato che chi non abbia seguito i relativi manga si sia dovuto fermare a questa prima (in parte ingannevole) impressione, percependo solo un piccolo (bellissimo) frammento di quell'universo complesso di vicende, personaggi e sentimenti che vanta in realtà l'opera nella sua interezza.
Un finale in questa trasposizione animata palesemente "monco", che non porta ad una conclusione, ma semmai soltanto ad attendersi che il bello parta proprio quasi tutto da lì, dove ci si è fermati.

 

Pet Shop of Horrors (1999)
In Petshop of Horrors facciamo la conoscenza del misterioso Conte D, l'effeminato gestore di un negozio particolare di animali a Chinatown. Qui si possono trovare bestie rare ed esotiche, oppure esseri molto ma molto più particolari: animali magici, in grado di realizzare i sogni delle persone. In cambio, oltre ad una cospicua dose di denaro, vi sono alcune regole da rispettare; la principale è di non mostrare mai ad anima viva tale creatura, pena l'annullamento del contratto e la caduta di ogni responsabilità del negozio per eventuali problemi causati dalla creatura.
Petshop of Horrors è un onirico ed avvincente viaggio nei meandri più oscuri e contorti della mente umana, e ci parla delle sue devianze, delle sue illusioni e delle sue debolezze. A fronte di ben due serie manga da 22 volumi complessivi, i 4 OVA prodotti sono solo un fugace antipasto di quello che quest'opera ha da offrire.

 

GTO Great Teacher Onizuka (1999)
Abbiamo amato tutti Eikichi Onizuka, l'ex teppista ventiduenne che sogna di diventare professore, e che finisce per essere assunto dall’istituto privato Seirin, come responsabile di una classe di soggetti a dir poco particolari. La serie tocca al contempo elementi come la demenzialità e l'humor, ma anche spunti di riflessione sul disagio giovanile, i conflitti generazionali e il bullismo. Purtroppo l'anime copre solo un terzo della storia narrata nel manga. Sicuramente si tratta di uno dei sequel più desiderati di sempre dal fandom.


Per ora ci fermiamo qui.
Ci si rivede a breve per la seconda parte di questo exscursus.
Stay tuned!

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